dalle 9 alle 10 di sera
QUINTA ORA
La prima ora di agonia nel giardino del Getsemani
Preparazione per ogni ORA
E per quelle ore che non posso meditare, ti offro la mia volontà di ricordarle e intendo meditarle consapevolmente in ogni momento che devo dedicare a padempimento dei propri doveri o al sonno.
Accogli, o Signore misericordioso, la mia intenzione piena d'amore e fa' che sia di beneficio per me e per tutti, come se avessi compiuto in modo efficace e santo ciò che desidero fare.Nel frattempo, ti ringrazio, mio Gesù, perché attraverso la preghiera mi chiami a unirmi a Te. E per piacerti ancora di più, prendo i tuoi pensieri, la tua lingua, il tuo Cuore e intendo pregare con essi, fondendo tutto me stesso nella tua Volontà e nel tuo Amore. Allargo le braccia per abbracciarti, appoggio la testa sul tuo Cuore e comincio...
Mio Gesù sofferente, mi sento attratta da quel Giardino come da una corrente elettrica. Capisco che Tu, potente magnete del mio cuore ferito, mi chiami, e io corro, pensando: che incanto d'amore è questo che sento dentro di me? Ah, forse il mio Gesù perseguitato è in uno stato di amarezza tale da sentire il bisogno della mia compagnia... E corro. Ma no! Mi sento terrorizzata entrando in quel Giardino... L'oscurità della notte, il freddo fastidioso, il lento muoversi delle foglie che, come voci malinconiche, annunciano il dolore, la tristezza e la morte del mio Gesù sofferente, il delicato luccichio delle stelle che, come occhi piangenti, fissano lo sguardo e ripetono l'eco del pianto di Gesù e mi rimproverano la mia ingratitudine. Tremo quindi, lo cerco a tentoni e lo chiamo: Gesù, dove sei? Mi chiami e non ti mostri? Mi chiami e ti nascondi?
Tutto suscita terrore e paura, tutto è immerso in un profondo silenzio... Ma tendo l'orecchio e sento un respiro affannoso, ed è proprio Gesù che trovo... Ma che doloroso cambiamento! Non è più il dolce Gesù dell'Eucaristia, il cui volto risplendeva di una bellezza abbagliante e incantevole. È triste, di una tristezza mortale, che deturpa la sua naturale bellezza... È già in agonia. Io provo ansia al pensiero che forse non sentirò più la Sua voce, perché sembra che stia morendo... Abbraccio quindi i Suoi piedi. Divento più coraggiosa e mi avvicino alle sue braccia. Appoggio la mano sulla sua fronte per sostenerlo e gli sussurro: Gesù, Gesù!
E Lui, commosso dalla mia voce, mi guarda e dice: Figlia, sei qui? Ti stavo aspettando. Era la tristezza che mi tormentava di più: l'abbandono totale da parte di tutti. Ti ho aspettata per renderti testimone delle mie sofferenze e per farti bere insieme a me il calice dell'amarezza che presto il mio Padre Celeste mi manderà tramite un angelo. Lo berremo insieme, perché non sarà un calice di consolazione, ma di grande amarezza. Sento il bisogno che un'anima amorevole ne beva almeno qualche goccia. Ti ho quindi chiamata affinché tu lo accettassi e condividessi con me i miei dolori, assicurandomi che non mi avresti lasciato solo in un abbandono così grande!
Ah sì, mio Gesù sofferente, berremo insieme il calice della tua amarezza, soffriremo i tuoi dolori e io non mi allontanerò mai dal tuo fianco!
Gesù sofferente, assicurato da me, cade in agonia mortale e sopporta dolori che mai prima d'ora erano stati visti o uditi... E io, incapace di sopportarlo e desiderosa di mostrargli compassione e di dargli sollievo, gli dico: Dimmi, perché sei così triste, sofferente e solo in questo Giardino e in questa notte. È l'ultima notte della tua vita sulla terra. Ti restano solo poche ore prima dell'inizio della tua Passione... Pensavo di trovare almeno la Mamma Celeste, l'amorevole Maddalena e i fedeli apostoli, invece ti trovo solo e immerso in una tristezza che ti infligge una morte crudele e non ti permette di morire... O mia Bontà e mio Tutto, non mi rispondi? Parlami! Ma sembra che ti manchino le parole, tanto è grande il dolore che ti tormenta. Ma, o mio Gesù, è il tuo sguardo, pieno di luce, ma sofferente e indagatore, che sembra cercare aiuto, il tuo volto pallido, le tue labbra screpolate dall'amore, la tua Persona Divina che trema tutta, dalla testa ai piedi, il tuo Cuore che batte forte – e i suoi battiti cercano anime e provocano una tale affanno che sembra che da un momento all'altro tu possa esalare l'ultimo respiro – tutto questo mi dice che sei solo e che quindi desideri la mia compagnia. Eccomi, o Gesù, tutta per te e insieme a te. E inoltre, non ho il coraggio di guardarti abbandonato a terra... Ti prendo tra le mie braccia e ti stringo al mio cuore. Voglio contare, una dopo l'altra, le tue preoccupazioni, una dopo l'altra, le offese che ti vengono inflitte, per portarti sollievo in tutto, riparazione per tutto e almeno una mia gioia per tutto... Ma, o mio Gesù, mentre ti tengo tra le mie braccia, le tue sofferenze aumentano... Vita mia, sento il fuoco che scorre nelle tue vene e sento il tuo sangue ribollire e voler strappare le vene per uscire... Dimmi, amore mio, cosa stai facendo. Non vedo né fruste né spine, né chiodi né croci, eppure quando appoggio la testa sul tuo Cuore, sento che crudeli spine ti trafiggono il capo, che spietate fruste non risparmiano alcuna parte interna ed esterna della tua Divina Persona e che le tue mani sono più paralizzate e contorte che se fossero state trafitte dai chiodi... Dimmi, mia dolce Bontà, chi ha tanto potere anche dentro di Te da tormentarti e farti subire tante morti quante sono le torture che ti infligge.
Ah, sembra che il beato Gesù apra le sue labbra deboli e morenti e mi dica: Figlia mia, vuoi sapere chi mi tormenta più dei miei aguzzini? Anzi, i tormenti dei miei aguzzini sono nulla in confronto a questo! È l'Amore Eterno che, volendo avere la precedenza su tutto, mi fa soffrire tutto in una volta e, nei luoghi più nascosti, mi fa soffrire ciò che i carnefici mi fanno soffrire gradualmente... Ah, figlia mia, è l'Amore che domina completamente su di me e in me. L'Amore è per me un chiodo, l'Amore è per me una frusta, l'Amore è per me una corona di spine, l'Amore è per me tutto. L'Amore è il mio continuo Tormento, mentre il Tormento inflitto dall'uomo è solo temporaneo... Ah, figlia mia, entra nel mio Cuore, vieni e dissolvi nella mia Amore. Solo nel mio Amore potrai capire quanto ho sofferto e quanto ti ho amato, e imparerai ad amarmi e a soffrire solo per amore.
O mio Gesù, se mi chiami nel tuo Cuore per mostrarmi ciò che l'Amore ti ha fatto soffrire, io entro in Lui. Ma quando vi entro, vedo i miracoli dell'Amore che incorona il tuo capo non con spine materiali, ma con spine di fuoco, che ti flagella non con fruste di corda, ma con fruste di fuoco, che ti inchioda alla croce non con chiodi di ferro, ma con chiodi di fuoco... Tutto è Fuoco che penetra fino alle tue ossa e al tuo midollo e, trasformando tutta la tua Santissima Umanità in Fuoco, ti infligge dolori mortali, certamente più grandi della stessa Passione, e prepara il bagno dell'Amore per tutte le anime che vorranno purificarsi da ogni macchia e ottenere il diritto di essere figlie dell'Amore.
O Amore senza confini, mi sento insignificante di fronte a un Amore così grande e capisco che per poter entrare nell'Amore e comprenderlo, devo diventare tutta amore! Oh mio Gesù, io non lo sono! Ma poiché desideri la mia compagnia e vuoi che io penetri in Te, Ti prego, fa' che io diventi pienamente amore. Per questo Ti chiedo di coronare il mio capo e ogni mio pensiero con la corona dell'Amore. Ti supplico, o Gesù, di flagellare la mia anima, il mio corpo, le mie facoltà spirituali, i miei sentimenti, i miei desideri, le mie emozioni, insomma tutto, con le fruste dell'amore. Che io sia flagellata e segnata dall'amore in ogni cosa. Fa' sì, o Amore infinito, che non ci sia nulla in me che non tragga vita dall'Amore.
O Gesù, centro di ogni amore, ti prego, inchioda le mie mani e i miei piedi con i chiodi dell'amore, affinché io, completamente trafitta dall'Amore, diventi amore, comprenda l'amore, si rivesta d'amore e si nutra d'amore. Che l'amore mi mantenga completamente inchiodata in Te, affinché nulla dentro e fuori di me osi distogliermi e allontanarmi dall'amore, o Gesù!
Ringraziamento dopo ogni ORA
Mio amato Gesù, mi hai chiamato in quest'ORA della tua Passione affinché ti tenessi compagnia, e io sono venuto. Mi sembrava di sentirti pregare, in preda all'angoscia e al dolore, di offrire riparazione, di soffrire e di Tu implori la salvezza delle anime con voce commovente e persuasiva. Ho cercato di accompagnarti in tutto. E poiché ora devo lasciarti per dedicarmi al mio lavoro, mi sento in dovere di dirti grazie e benedirti.
Sì, Gesù, ti ringrazio mille volte e ti benedico per tutto quello che hai fatto e sofferto per me e per tutti. Ti ringrazio e ti benedico per ogni goccia di sangue che hai versato, per ogni respiro, per ogni battito del cuore, per ogni passo, parola, sguardo, amarezza e offesa che hai subito. Tutto, o mio Gesù, voglio contrassegnarlo con il mio grazie e la mia benedizione. O mio Gesù, fa' che da tutto il mio essere scorra verso di Te un flusso ininterrotto di ringraziamenti e benedizioni, affinché io possa attirare su di me e su tutti il flusso delle Tue benedizioni e delle Tue grazie. Oh, Gesù, stringimi al tuo Cuore e con le tue mani santissime segna ogni parte del mio essere con il tuo benedico, affinché da me non possa sgorgare altro che un inno incessante in tuo onore.